Due parole con Dario Sammartino

Abbiamo incontrato Dario Sammartino durante la sua vacanza in quel di Napoli per capire come è il morale in vista della stagione che sta per ripartire alla grande coi major online più importanti e le World Series Of Poker ormai in rampa di lancio tra la fine di settembre e l’inizio di ottobre.

Le vacanze a casa

Intanto come sta andando questo primo scorcio d’estate? Sei in pieno relax, oppure stai pensando a qualcos’altro oltre al riposo? Dove ti trovi? 

“Ho sempre pensato che la prima parte dell’estate, sia quella più bella da passare vicino alla mia famiglia. 

Per questo motivo sono tornato a Napoli di ritorno dall’Austria, per passare qualche settimana con il mio nipotino, gli amici di sempre e tutto ciò che gravita attorno a queste terre meravigliose del Sud Italia. 

Faccio la spola tra Napoli, Ischia, Capri e tutta la costiera, sempre con un occhio a quelle che sono le mie attività extra-poker, ma sostanzialmente la gran parte del mio tempo è dedicata a ricaricare le batterie”.  

Le lezioni dalla pandemia

Quali sono le principali lezioni che hai imparato da questa pandemia e da questo periodo forzato a casa?

“Questo periodo mi ha insegnato ad apprezzare le cose che ognuno di noi pensa siano scontate. 

Uscire con gli amici, andare in ristorante, abbracciare una persona cara, passare del tempo con i parenti che non vedi spesso, come i nonni, ad esempio, la propria famiglia più in generale. 

Tutte cose che ci sono state più o meno negate negli ultimi tempi e che ho riscoperto solo da pochi mesi”. 

Hai sempre detto che, soprattutto da quando sei diventato uno dei top players mondiali, il comfort per manifestazioni come le World Series Of Poker, sia decisivo per competere coi migliori. Quali sono le cose alle quali non rinunceresti per niente al mondo quando parti per Las Vegas? E non parlo solo di cose materiali. 

“Questa è la risposta più facile, tra tutte quelle che ti darò oggi. Per tutta una serie di motivi che vanno al di là della mera competizione sportiva, in un evento così impegnativo come le World Series Of Poker, non rinuncerei mai ai miei amici, quelli che porto con me ogni volta che è possibile farlo. 

“I miei amici, la mia famiglia”

Essi diventano la mia famiglia in quel periodo e, di conseguenza, la mia forza più grande. 

Per quanto riguarda i comfort in realtà non sono così estremista, tutt’altro, la cosa che non deve mai mancare però è una villa con la piscina, i miei già citati amici e il mio super amico “Cavallo” che cucina i piatti sfiziosi come solo lui sa fare”.

I tornei: adrenalina e passione

Un giocatore come te, necessita di trovare nuovi stimoli, questo è palese. Da più parti si sente dire che dopo aver raggiunto determinati risultati, migliorarsi diventa difficilissimo, soprattutto se manca quella parte competitiva che serva a mettere da parte ozio e noia, anche in funzione di un gioco che deve essere soprattutto fonte di divertimento e socializzazione. Tu come la coltivi?

“Diciamo che il tutto è commisurato all’importanza e al prestigio dei tornei proposti dai vari palinsesti. 

La mia situazione attuale mi permette di poter scegliere quella fascia medio alta di tornei che può permettermi di misurarmi coi migliori per dimostrare a me stesso, ancor prima che ai miei avversari, di essere il migliore sempre e comunque. 

A differenza di qualche anno fa gioco molto di meno, anche perché ultimamente ho diversificato i miei interessi e amo molto fare altre cose, oltre che il giocatore di poker. 

Ho bisogno di calarmi in realtà che veramente mi interessano, senza rincorrere risultati che alla fine mi darebbero, pur raggiungendoli, poche soddisfazioni a livello personale. 

Ho ancora tanta voglia di giocare, ma per alimentarla occorre farlo all’interno di dinamiche che mi facciano scattare le stesse molle che avevo a inizio carriera, sia a livello di competitività, che di adrenalina”. 

Sammartino tra 10 anni

Come vedi Dario Sammartino tra 10, 20 e 30 anni? 

“Quando avevo 20 anni vedevo Dario Sammartino a 30 anni già sposato e con dei figli, ma la verità considero oggi come oggi, questo traguardo ancora lontano. 

Adesso quell’obiettivo lo vedo tra altri anni, non so quanti, se 5 o 10, ma comunque con la visione serena di una famiglia, che mi permetta comunque di coltivare la mia professione e quindi di frequentare i circuiti pokeristici che fanno capo ai tornei più prestigiosi del mondo, tenendo presente che la vita non può essere fatta di solo poker, per cui con uno sguardo importante ad altre passioni e ad altri business”.

Hai parlato di altri interessi che vanno al di là del mero poker giocato, come i viaggi e alcune attività che stai curando.

“Una delle mission che io e alcuni miei amici/collaboratori si sono prefissi, è quella di far conoscere il poker a quelli che ancora lo ignorano e contribuire al suo sdoganamento, soprattutto per far capire, ancora oggi, che il poker è un gioco di abilità e non di fortuna.

Abbiamo raccolto una marea di feedback in questi primi mesi, e stiamo preparando il lancio del nuovo sito con un sacco di novità e iniziative che in Italia non si sono mai viste”.

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